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È molto difficile per me scrivere questa pagina, perché – come diceva Socrate – scrivendo di sè si blocca la propria persona in un’immagine definitiva, e l’idea non mi piace.
Ho 55 anni e 30 anni fa, dopo la laurea in filosofia, seguendo i miei ideali e cogliendo l’opportunità di stare in campagna e fare insieme ai miei figli una vita il piú possibile sana, ho scelto di trasferirmi qui a Vinciucci da Catania.
È stato forse anche un modo di tornare alle origini, alla ricerca delle proprie radici: venivo qui da bambina con mio nonno, giocavo con la figlia della contadina, e facevo il pane con loro.

Questo luogo attraversa tutta la storia della mia vita e l’ha in buona parte condizionata. Fino ad adesso ho continuato a fare l’insegnante, per mantenere un rapporto con i giovani e la società, ma anche per garantire a me e ai miei figli una stabilità economica.

Ho diviso le mie energie e il mio tempo fra l’attività in campagna e il lavoro a scuola come meglio potevo. Essendo molto curiosa di sperimentare strade nuove, a un certo punto della mia formazione personale, ho cominciato a praticare la meditazione, la danza, e altre attività artistiche e di autoconsapevolezza. Questo sempre in un’ottica di condivisione, apertura e gioco.
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Così Vinciucci mi ha dato la possibilità di incontrare, piú o meno in profondità, persone di età, cultura e provenienza molto differenti. Uno di questi amici un giorno mi disse: «Vinciucci, è come una lampadina intermittente, si accende e si spegne; quiete e divertimento sono presenti allo stesso tempo».

La mia natura – flessibile, incostante, disordinata – è stata forgiata a contatto con la terra, le pietre, l’orto, le formiche, e tutte le difficoltà quotidiane che la gestione di un posto così grande comporta.
Qualche anno fa ho trasformato questo luogo in un B&B, perché questa formula mi consentiva di trovare le risorse per mantenerne la struttura così come lo spirito.
Proprio perché un percorso è stato compiuto sento ora il bisogno di confrontarmi anche con il resto del mondo, prima che sia troppo tardi, e così i prossimi “quarantacinque centimetri” della mia vita, vorrei viaggiare un po’ e conoscere altre realtà. Per questo, in alcuni mesi dell’anno (settembre-ottobre), troverete forse i miei amici e collaboratori, pronti ad offrirvi la migliore esperienza possibile a Vinciucci.
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